Arezzo in Comune

Questa mattina, il buongiorno ci è stato dato dalle dichiarazioni dell’assessore Tanti sulla gradevolezza delle opere di street art presenti nella nostra città, eredità di Icastica.
Per l’assessore l’arte sta solo sulle tele, ben chiusa dentro i musei e soprattutto non “disturba” la (sua) vista dalla terrazza del Teatro Petrarca. In pratica negando l’arte degli ultimi 150 anni. A lei non piace, a nessuno deve piacere, meglio dei rincuoranti muri ammuffiti.
La diatriba nasce dalla proposta di due consiglieri comunali di maggioranza di riqualificare alcune zone degradate della città attraverso opere di street art.
L’assessore Tanti ha sentito infatti la necessità di specificare ancora una volta quanto questa maggioranza sia divisa sulle proposte presentate. Secondo l’assessore i muri devono essere bianchi e non abbiamo dubbi sul fatto che il colore preferito dall’assessore sia il “bianco”: come la sua politica, il bianco non conosce sfumature, non conosce le vibrazioni di un’idea che diventa fatto, non prende “posizione”. Questo è e rimane, bianco, null’altro che bianco.
Le mura davanti alla misericordia, eredità alla portata di tutti regalata alla cittadinanza dagli artisti che hanno partecipato ad Icastica, disturbano la monotonia del far niente dell’assessore che ben altro avrebbe a cui pensare, dai campi di allenamento dell’A.C Arezzo, alla questione Vasari Rugby, alla gestione dell’offerta degli asili per il 2017, alla mancanza totale di politiche giovanili.
Lasciando da parte la canzonature le dichiarazioni dell’assessore Tanti rispecchiano esattamente la politica di questa giunta: povera di contenuti e di idee, arrogante nella forma, che distrugge e non costruisce.

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