Opposizioni all’attacco della Giunta Ghinelli. Ha esordito Luciano Ralli, capogruppo consiliare del Pd, accompagnato dai due consiglieri comunali Matteo Bracciali e Paolo Sisi: “lunedì all’esame del Consiglio Comunale ci saranno delibere importanti come il bilancio preventivo, il documento unico di programmazione e il piano delle opere pubbliche. Queste delibere certificano una verità oramai appurata: chi si attendeva, non diciamo grandi novità ma almeno piccoli segnali da un’amministrazione oramai in carica da nove mesi rimarrà deluso. Il bilancio è un bilancio senza risorse aggiuntive, né di provenienza regionale né europea, molto più simile a quello di un modesto condominio piuttosto che di un Comune. Anche nei capitoli di spesa dove esistono risorse più sicure, frutto peraltro dell’eredità dell’amministrazione precedente, esse non vengono declinate in atti amministrativi. Sul dup possiamo dire che è la trascrizione del programma elettorale di Ghinelli. Ma ora sarebbe il momento di passare dalle parole ai fatti. Esempi più emblematici riguardano i temi spesi in campagna elettorale: cultura, turismo e sicurezza. Risorse ulteriori e progetti per la prima e il secondo non esistono, sulla terza abbiamo solo assistito in questi mesi all’incremento della criminalità, con la PM che assiste all’avvicendamento continuo dei dirigenti. Un accenno, quest’ultimo, alla macchina comunale che ci consente di dire che siamo ancora in attesa di comprendere i ruoli e le competenze della struttura amministrativa. Non è cosa di poco conto il fatto che il sindaco assommi su di sé anche deleghe pesanti come urbanistica e cultura. Per nessuno sarebbe facile occuparsi di tutte queste materie, figuriamoci per chi sta caratterizzando un governo cittadino da improvvisazione e incertezza”.

Francesco Romizi e l’ex assessore Franco Dringoli di Arezzo in Comune: “questa opposizione conosce bene la macchina, gli atti amministrativi e certi documenti. È la sfortuna dell’attuale Giunta. In virtù di questo possiamo dire che essa, di fatto, ha cancellato i progetti della precedente quali il Polo Digitale, la scomparsa del Museo dell’Oro, l’abbandono del progetto del centro sociale di Frassineto e gli investimenti nelle frazioni. In merito a questi ultimi, Arezzo in Comune aveva sollevato la questione di un ‘tesoretto’ da 3 milioni di euro, eredità del lavoro dell’amministrazione precedente. La nostra proposta di 100.000 euro a frazione è caduta nel nulla. Restando alle opere pubbliche citiamo che due mesi fa erano state programmate importanti operazioni per il 2016: l’attesa rotatoria in via Fiorentina e un project financing per la sistemazione dell’area antistante la stazione e il parcheggio di Campo di Marte. Circa 3 milioni di euro per il primo intervento, 8 milioni per il secondo. Adesso, dal piano triennale delle opere pubbliche queste due voci sono scomparse e le risorse dirottate altrove: i 3 milioni di euro, ad esempio, a lavori di manutenzione di infrastrutture. Ma quali? Non è dato saperlo. Non chiarire il destino di 3 milioni di euro, significa che la Giunta non sa dove spenderli. Non è da trascurare anche lo slittamento al 2017 della cassa di espansione già finanziata del Bicchieraia”.

“Sui servizi, questa amministrazione – ha aggiunto Matteo Bracciali – è diventata sistema rispetto a Nuove Acque. A dispetto, anche qui, delle parole spese prima delle elezioni. E sui rifiuti, oltre ai proclami non ci sono novità, salvo il passo indietro forte sulla raccolta differenziata. Ecco la fine delle promesse: sciolte come neve al sole. E attenzione, Arezzo sta isolandosi dai centri decisionali regionali e nazionali e questo è un limite. Per fare un percorso su Piero, tanto per restare a un tema caro a Ghinelli, non basta un asse con Castiglion Fiorentino ma bisogna dare al progetto e all’evento un respiro più ampio”.

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